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Lavori in corso
 
 
La Casa di Giotto

sx_giotto.gifGiotto di Bondone nasce a Vespignano di Mugello. In accordo ai versi di Antonio Pucci la nascita sarebbe avvenuta nel 1267; secondo Giorgio Vasari nel 1276.

“E quando fu all’età di dieci anni pervenuto....gli diede Bondone in guardia alcune pecore, le quali egli andando per il podere quando in un luogo e quando in un altro pasturando, spinto dall’inclinazione della natura all’arte del disegno, per le lastre et in terra o in su l’arena di continuo disegnava alcuna cosa di naturale, o vero che gli venisse in fantasia. Onde andando un giorno Cimabue per le sue bisogne da Fiorenza a Vespignano, trovò Giotto che sopra una lastra piana e pulita con un sasso un poco appuntato ritraeva una pecora di naturale...per che fermatosi Cimabue tutto meraviglioso, lo domandò se voleva andar seco”.

Che le parole di Giorgio Vasari corrispondano a verità oppure no, sin da giovanissimo Giotto si trasferisce a Firenze ed entra in contatto con gli ambienti artistici della città, avviando quella che universalmente è riconosciuta come una carriera straordinaria. Nel corso della sua vita Giotto lavora non solo ad ad Assisi e a Padova - dove ancora oggi i suoi affreschi sono ammirati dai visitatori di tutto il mondo - ma anche a Roma, a Napoli, a Bologna, a Rimini, a Milano; e a Firenze lascia capolavori quali il Crocifisso in Santa Maria Novella, la Madonna Ognissanti, il polittico di Badia o le cappelle Bardi e Peruzzi in Santa Croce.

Il legame della famiglia con il territorio d’origine in ogni caso prosegue; sappiamo che i figli dimorano sul colle di Vespignano e che uno di essi, dominus Francischus, è priore della Chiesa di San Martino.

Proprio sulla sommità del colle, accanto alla chiesa di San Martino e a un castellotto medievale, la tradizione ha individuato la casa natale di Giotto. Al visitatore che oggi vi entra si dispiega, sala dopo sala, un sorprendente racconto per immagini che intreccia il passato con la contemporaneità, l’interno con l’esterno, l’osservazione con l’esperienza. Se non è più possibile incontrare Giotto, i luoghi giotteschi ancora sono ed esistono.